Cesped aiuta la Cultura: finanziato il restauro delle 11 statue della Piazza Grande di Palmanova

Palmanova ha bisogno di un aiuto. E Cesped ha risposto all’appello, decidendo di donare 40.000 euro per il restauro, pulitura e conservazione delle 11 statue marmoree dei provveditori presenti in Piazza Grande.

Il Comune, nei giorni scorsi, ha spedito oltre 500 lettere ad altrettante grandi aziende della regione per chiedere di aderire al progetto Art Bonus. L’iniziativa, promossa dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, permette ad ogni azienda o privato di sostenere, con un’erogazione liberale, interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, beneficiando di un credito d’imposta del 65%.

“Il nostro appello è servito. Un’azienda attenta al territorio ha deciso di aiutarci nel salvare il grande patrimonio storico e artistico presente in città. Non posso che ringraziarli a nome di tutta la comunità” commenta il Sindaco di Palmanova Francesco Martines. “L’attuale situazione di emergenza richiede interventi continui di messa in sicurezza, operazioni che il Comune di Palmanova con le proprie risorse non riesce a garantire nel tempo. Per questo sono così importanti iniziative come questa”.

Il Sindaco di Palmanova, Francesco Martines, consegna il libro di Palmanova come segno di ringraziamento al Presidente di Cesped, Rodolfo Flebus, e al Socio Amministratore, Lucia Flego.

“Cesped S.p.a. è un’azienda attenta e coinvolta nelle attività di valorizzazione del territorio. È sicuramente un punto di orgoglio per noi poter contribuire alla salvaguardia e tutela di una delle città più belle, antiche e ricche di storia della nostra regione. Accogliamo pertanto con entusiasmo la richiesta e siamo onorati di poter partecipare a questa importante iniziativa culturale” aggiunge Rodolfo Flebus, presidente di Cesped.

L’amministrazione comunale ha infatti identificato tre interventi prioritari verso cui far confluire le donazioni: il restauro della parte interna e degli elementi ornamentali della Loggia dei mercanti in Piazza grande (per un investimento di 98.000 euro), il rifacimento della facciata di Palazzo Nicolò Trevisan, sede del Civico Museo di Palmanova (62.000 il valore dei lavori necessari) e quello appena finanziato grazie alla donazione di Cesped, il recupero e pulizia delle undici statue marmoree dei provveditori in Piazza Grande.

Cesped si classifica come la prima azienda di trasporti su gomma del Friuli Venezia Giulia. Con i suoi 35 anni di storia, 372 dipendenti, 12 filiali e 42 mila metri quadri di magazzini. Gestisce trasporti a livello nazionale ed internazionale via terra, via mare e via aerea, contando su un bacino di 9000 clienti in Italia e nel mondo. Assieme al know-how dimostrato sul campo, all’Azienda viene riconosciuta anche un’attenzione e una presenza importante sul territorio, dove la partecipazione a questa importante iniziativa ne è l’esempio.

Sulle statue marmoree dei provveditori, negli anni 1998-99, fu realizzato un importante intervento di restauro che ha inibito i fenomeni di degrado causati in primis dall’esposizione agli agenti atmosferici. Dopo diciassette anni, risultava urgente un nuovo intervento sui manufatti il cui stato di conservazione risulta critico per la presenza di biodeteriogeni ed il distacco di alcune stuccature per effetto dello stress termico.

Statua di Marcantonio Barbaro, fondatore e primo provveditore della città di Palmanova

Dal progetto di restauro e conservazione è previsto un trattamento biocida. A seguire verranno realizzati dei fissaggi. Le stuccature compromesse saranno rimosse e risistemate. I frammenti lapidei pericolanti verranno incollati. Infine verrà realizzata una protezione con un prodotto protettivo idrorepellente. Il costo totale degli interventi previsti è di 33.000 euro a cui va aggiunta l’iva.

Istituita fin dalla fondazione di Palmanova, la carica di “provveditore generale” era considerata fra le più prestigiose della Repubblica Veneta. Il passaggio di alcuni provveditori è ricordato in numerose iscrizioni disseminate nella città, ma solo a pochi venne riservato il privilegio di una raffigurazione artistica in Fortezza.

Ancora più intricata e incerta risulta l’identificazione dei personaggi raffigurati. In seguito a una decisione del Senato veneziano, presa il 15 dicembre 1691 per impedire il culto della personalità di singoli funzionari della Repubblica, le iscrizioni e gli stemmi scolpiti sui piedistalli vennero cancellati. Attualmente si può dare per certa l’identità di quattro statue mentre, di un quinto provveditore, si conosce il nome ma non l’effigie. (cfr. Antonio Manno).